CAPOVACCAIO

La Basilicata è una delle regioni italiane con alto grado di Biodiversità. Nonostante gli studi di carattere naturalistico siano ancora nelle prime fasi di attuazione (anche per il limitato numero di esperti che operano sul territorio) già si dispone di alcuni elementi che fanno pensare all’elevata ricchezza faunistica  ponendo la regione ai massimi livelli di importanza a livello nazionale.
Dal punto di vista ornitologico la regione ospita un alto numero di specie di rapaci, alcune delle quali rare, localizzate ed in via di estinzione come il Capovaccaio (Neophron percnopterus).
La popolazione italiana di Capovaccaio, piccolo avvoltoio migratore,  è ridotta a livelli minimi mai raggiunti. Oggi sono note non più di 5-6 coppie di cui 2 localizzate in Basilicata. Il rischio di estinzione è forte, così come indicato da tutti gli organismi scientifici che si occupano dello studio e del monitoraggio della specie. Il Progetto LIFE Natura “Rapaci Lucani” gettò le prime basi per avviare iniziative di conservazione sul campo. Nel Parco della Murgia Materana, sito storico di presenza della specie, furono realizzati due recinti da adibire a punti di alimentazione integrativa con lo scopo di fare da elemento di aggregazione e di stabilità alimentare, condizione fondamentale per favorire il già complesso processo riproduttivo della specie.
A distanza di alcuni anni non è stato ancora possibile avviare una regolare e costante attività di gestione degli stessi. Il Piano Nazionale di Azione sulla Conservazione del Capovaccaio, redatto dall’ ISPRA e pubblicato nel 2009 dal Ministero dell’Ambiente indica nella realizzazione e gestione dei carnai uno dei punti di forza delle iniziative finalizzate alla conservazione della specie.
Il progetto ha quindi assunto, una grande valenza sul piano scientifico in funzione dei risultati che si stanno ottenendo mediante alcune misure concrete di tutela, come appunto l’alimentazione attraverso i carnai citati e di monitoraggio.


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